Nonvotoquesti's Blog

aprile 12, 2010

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 7:37 pm

La documentazione disponibile sullo stato deplorevole della nostra democrazia è ormai imponente. La ignora solo chi la vuol ignorare. Se la democrazia non è ancora crollata del tutto è perchè reggono ancora alcuni pilastri, alcuni muri portanti edificati dai nostri padri. Ma le ruspe sono già all’attacco.

Ci si indigna e si manifesta. Sono cose buone ma non sembrano turbare granchè i guastatori nè intralciare la loro opera di demolizione. Noi crediamo che esistano iniziative molto semplici, che richiedono solo uno scatto di orgoglio e un po’ di caparbietà, che potrebbero aiutare a ripristinare quella democrazia per la quale i nostri padri hanno versato lacrime e sangue. Crediamo sia loro dovuto. E tuttavia, per chi avverta come retoriche certe affermazioni, crediamo sia nel nostro interesse di cittadini di un Paese che merita di potersi dire di nuovo civile.

marzo 30, 2010

benvenuti

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 6:25 pm

 

B E N V E N U T I !

Questo blog ha visto la luce (o la rete, se preferite) il 16 marzo 2010, poco meno di due settimane prima delle elezioni  del 28 e 29 marzo.  La gestazione, tuttavia,  ha avuto inizio ai primi di settembre del 2009. Fu allora che lo sparuto manipolo dei suoi  creatori cominciò a scambiarsi interrogativi e opinioni sul tema: “Cosa possiamo tentare per rabberciare almeno un poco questa nostra povera democrazia? Cosa possiamo proporre che sia semplice ed efficace e non sia già stato proposto o tentato?”.

Il risultato lo troverete negli altri articoli e pagine del blog. Le abbiamo  stilate nei termini più semplici di cui siamo stati capaci. Pensiamo che uno dei giudizi corretti sul valore  delle  idee stia nella risposta alla domanda: “Si può dire in quattro parole comprensibili  a chiunque?”. Se, per sintetizzare, è indispensabile un linguaggio ostico  è molto probabile che sia solo  fumo quel che si cerca di propinare. La nostra idea, tuttavia,  non è  semplicistica e non è stato semplice arrivarci. E ci siamo arrivati, per quel che vale, PRIMA di tutti coloro che adesso, da pulpiti ben più accreditati (?),  vi proporranno analisi particolarmente dotte ed esaustive.  Giudicherete voi circa i tempi ed i modi.

 

AGGIORNAMENTO DEL 26.10.2010 :  Questo spazio conteneva una serie di battute, aforismi, ‘frasi celebri’, scambiate nel ‘laboratorio’ parallelo a questo blog. Nel tempo il gruppo si è disperso per motivi che possono essere considerati fisiologici (altri interessi e priorità, diversità di vedute, ecc.) e il blog è in fase agonica, anche se non è escluso che si riprenda. Il materiale pubblicato mi sembra comunque non privo di utilità. Cancello, invece, per rispetto verso le loro scelte, i contributi personali ‘firmati’ dagli amici e amiche che credo non si riconoscano più in questo progetto. 

Marcuse

marzo 29, 2010

In una vera democrazia…

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 12:43 am

In una vera democrazia i cittadini hanno diritto di pensarla anche così.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 E sono legittimati a far valere, con il voto, il loro diritto a una  scheda almeno decente.

marzo 22, 2010

Cosa ci proponiamo

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 6:07 pm

Vogliamo  tentare di offrire un piccolo contributo al ripristino di un minimo di vera democrazia

 nel nostro Paese.

Se altri, in onestà di intenti,  vorranno offrire il loro,

riuscirci non sarà impossibile. 

marzo 21, 2010

NAMM – No Al Male Minore

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 7:00 pm

N A M M

NO AL MALE MINORE
Dall’astensione silente alla ricusazione eloquente

Questo blog vuole stimolare la nascita e il consolidamento di un  movimento apartitico aperto a ogni collaborazione che persegua il progetto di  offrire all’astensionismo un’occasione di uscire dal ghetto del qualunquismo in cui è stato interessatamente confinato ed acquistare legittimazione, dignità e visibilità come ‘voto di sfiducia’.

Siamo cittadini comuni, delle più diverse età, esperienze politiche, competenze e attitudini, livelli di istruzione, siamo diversamente orientati sul piano religioso (alcuni credenti, alcuni agnostici, alcuni laici). In un momento politico in cui da tante parti viene insistentemente chiesto: Che cosa si può fare per salvare la democrazia?

Proviamo a proporre qualcosa che si può fare, si può fare immediatamente, si può fare con semplicità, senza speciali costi e sacrifici.  Mandare alla politica un segnale forte e chiaro.

Ci siamo ispirati anche a idee e facciamo tesoro di esperienze formulate altrove: ad esempio in Inghilterra e Stati Uniti con il NOTA (None Of The Above = Nessuno di questi), in Francia con il ‘vote blanc’, in Spagna con il partito “Ciudadones en Blanco”  e in Messico con Voto Nulo. In realtà le esperienze sono ancora più numerose e vaste e ne daremo conto con il procedere di questo blog.

Il nostro principio guida è il seguente: il diritto/dovere di scegliere all’interno di una rosa di partiti e di candidati alle elezioni non può dirsi garantito se non comprende anche il diritto/dovere di rifiutare esplicitamente partiti a candidati che si ritengano inaccettabili.
L’attuale sistema elettorale consente unicamente, attraverso la manifestazione di un voto formalmente corretto, una forma di rifiuto implicito: scegliendo, cioè, il candidato o il partito A si rifiutano implicitamente tutti gli altri partiti e candidati.
Al cittadino elettore è, tuttavia, negato il diritto di rifiutare, come manifestazione di voto, TUTTI i simboli e i nomi.
L’elettore, infatti, che non si riconosca in nessuno dei simboli o nomi contenuti nella scheda elettorale ha solo la possibilità di:
– consegnare una scheda bianca;
– consegnare una scheda ’sporca’, ovvero contenente i nomi, i simboli e le espressioni, nonchè i materiali più o meno spregevoli, che la fantasia gli suggerisce;
– non presentarsi al voto
In tutti questi casi la scheda bianca o nulla sarà considerata carta straccia e non avrà alcun valore ai fini della scelta degli eletti.
Per completezza, citiamo anche le possibilità, analogamente quasi ininfluenti ai fini del risultato dell’elezione, di

– rifiutare la scheda e far verbalizzare il rifiuto

–  scrivere sulla scheda qualche espressione che costituisca reato, sottoscrivendola con firma ed indirizzo. Ne seguirà una denuncia e un processo, con sentenze assolutorie o pene più o meno miti (ammesso che si arrivi a sentenza). Questo seguito giudiziario   potrà dare visibilità al gesto e potrà generare qualche dibattito, ma il gioco, crediamo, non vale la candela.

 Noi riteniamo che l’elettore abbia diritto a veder previsto sulla scheda uno spazio contrassegnato con la dicitura “Nessuno di questi” o similare che gli consenta, appunto, di rendere ufficiale il suo rifiuto delle candidature propostegli. Le schede contrassegnate “Nessuno di questi” dovranno essere conteggiate a parte e influenzeranno l’esito del voto nel modo che diremo di seguito.

Pare una semplice questione di buon senso rammentare che, nelle votazioni che non riguardano candidature, come ad esempio i referendum, al votante è consentito (anzi, richiesto) di esprimere un “sì” o un “no”. Non solo: è anche previsto che se la somma dei “sì” e dei “no” non supera una certa soglia, la consultazione sia da considerarsi nulla.
Perchè gli stessi principi non debbono valere anche per le elezioni a qualsiasi livello?
I cittadini che votassero “Nessuno di questi” sulla propria scheda elettorale eserciterebbero lo stesso diritto di coloro che votassero “No” in un referendum.
La questione del ‘quorum’ ne consegue piuttosto logicamente.

Si può, infatti, considerare realmente democratico che un partito (o una coalizione) sia legittimato a governare avendo ricevuto, sì, magari il 60% dei voti espressi, ma quando tali voti siano stati espressi, ad esempio, solo dal 50% degli aventi diritto al voto? E’ legittimo governare un paese, una città, una regione, il Paese con solo il 30% dei consensi del corpo elettorale?

La proposta di inserire l’opzione “Nessuno di questi” nella scheda elettorale è intesa a correggere anche questa anomalia in quanto, a completamento dell’innovazione, si prevedrebbe che, se le schede contenenti il voto “Nessuno di questi” ottenesse la maggioranza (assoluta o relativa) l’elezione dovrebbe essere considerata nulla e dovrebbe esserne indetta una nuova, idealmente a distanza di 30 o 45 giorni. A questa nuova elezione non potrebbero partecipare i candidati ‘bocciati’ dal voto “Nessuno di questi” nell’elezione iniziale.
Nuovi candidati dovrebbero essere proposti e ciò correggerebbe anche la forzatura per cui attualmente i candidati, più che proposti, vengono imposti dai partiti.
Uno dei malvezzi della politica dei partiti consiste, infatti, nel candidare in collegi ‘blindati’ certi nominativi cui vuol garantire l’elezione. Attraverso l’opzione “Nessuno di questi” gli elettori di quel partito potrebbero molto semplicemente mandare un segnale di questo tipo: “Caro Partito che apprezzo in generale e che ho sempre votato e voglio continuare a votare, il candidato che mi imponi non ha nulla a che vedere con questa terra e i suoi interessi, mi è del tutto sconosciuto e perciò non lo approvo. Prova con un altro.” Indipendentemente dalla possibilità concreta di andare alle elezioni suppletive (indipendentemente, cioè, dal fatto che la ‘lista’ “Nessuno di questi” vinca) la dirigenza del partito riceverebbe un severo e meritato ammonimento a mostrare maggior rispetto per la propria base.
In generale la critica a questa proposta che sembra avere maggiore fondamento punta sul costo della pluralità di elezioni. Si ritiene che il fenomeno possa avere maggiore rilievo nella fase di avvio dell’innovazione in quanto i partiti, ove non siano arroganti e ottusi, dovrebbero capire immediatamente l’antifona e adeguarsi proponendo il meglio del meglio in ogni consultazione. Anche trascurando ciò, tuttavia, va sottolineato che i vantaggi del nuovo sistema supererebbero di gran lunga i costi. Se ne considerino alcuni:
– Cesserebbe, o sarebbe fortemente ridimensionata, la ‘necessità’ di votare per “il male minore” o “turandosi il naso”;
– Un candidato che, attualmente, correrebbe praticamente senza avversari (per la debolezza di questi ultimi) dovrebbe sempre tener conto di aver un altro contendente in lizza, la ‘lista‘ “Nessuno di questi”. Il risultato non sarebbe, perciò, scontato.
– Il fatto che i risultati elettorali, nel nuovo sistema, non siano scontati o siano meno scontati dovrebbe scoraggiare l’”acquisto” di candidati (mediante finanziamento delle relative campagne elettorali) da parte di lobby economiche, industriali, finanziarie e… criminali.
– Verrebbe azzerato, o fortemente ridotto, il ricorso al ‘voto di protesta’ a partiti comunque perdenti da parte di chi sia scontento del proprio;
– Verrebbero azzerate, o fortemente ridotte, le schede nulle, ovvero quelle contenenti, come già ricordato, nomi di fantasia, motti più o meno salaci, invettive e materiali vari.
– Verrebbero azzerate, o fortemente ridotte, le possibilità di frodi in quanto si ridurrebbe il numero di schede contestate o bianche (da completare più o meno astutamente).
– Si ricondurrebbe progressivamente alle urne buona parte degli astensionisti assottigliando il numero di coloro che, continuando a non votare, potrebbero essere considerati, a quel punto, a maggior ragione qualunquisti, apatici, indolenti, insofferenti ecc. (dimenticando, peraltro, le cause di forza maggiore ovvero la condizione di disinformazione che può motivarli).
……

I benefici, insomma, dovrebbero apparire a tutti di gran lunga superiori ai presunti costi e si otterrebbero attraverso un’innovazione semplice, sensata, fattibile e permanente che migliorerebbe in generale la democraticità reale del nostro sistema.

Conseguire il risultato che ci proponiamo non è tuttavia semplice nè rapido anche se queste tesi incontrassero largo favore in quanto occorre passare sotto le forche caudine delle procedure politiche necessarie per proporre, far votare e far approvare l’innovazione.

Mentre questa proposta si diffonde e il movimento si struttura e rafforza,(ci auguriamo!) suggeriamo quindi di anticipare il futuro lanciando un appello a tutti coloro che sono orientati all’astensione nella presente tornata elettorale nonchè a coloro che si sentono ‘forzati’ a votare per il ‘male minore’ a scrivere a grandi lettere sulla propria scheda la parola “NESSUNO”. Tali ‘voti’ saranno ovviamente considerati nulli ma, se in numero elevato, non passeranno inosservati e, se i partiti non vorranno essere ciechi e sordi per scelta, rappresenteranno un segnale piuttosto inequivoco, un invito alla partitocrazia a ravvedersi.
La portata del consenso a questa proposta sarebbe desumibile anche, approssimativamente, dall’aumento del numero dei votanti e dal parallelo (o quasi) aumento delle schede nulle.  Gli elettori sin qui astenuti o quelli che sin qui hanno votato il “male minore” potranno, se non d’accordo nel dettaglio di questa proposta, anche contrassegnare la scheda con un qualsiasi segno o frase di loro gradimento (viene definita ‘opzione Mickey Mouse’). L’importante è presentarsi alle urne e  aumentare il numero di coloro che, con la scheda bianca o nulla, hanno sin qui mostrato di voler protestare contro una rappresentanza ed un sistema che rappresenta solo gli eletti e se stesso.

Sarebbe un primo passo verso un recupero di maggior democrazia nell’interesse dell’intera collettività, indipendentemente dal colore politico.

AVVERTENZA IMPORTANTE: IL NOSTRO MOVIMENTO ESCLUDE DI PRESENTARSI COME PARTITO O LISTA CIVICA O QUANT’ALTRO A UNA QUALSIASI ELEZIONE FUTURA A UN QUALSIASI LIVELLO. INIZIATIVE CHE PROPONESSERO I NOSTRI ARGOMENTI A FINI ELETTORALI E, IN PARTICOLARE, SOLLECITANDO TESSERAMENTI CON QUOTE ASSOCIATIVE OVVERO CONTRIBUTI ECONOMICI SONO ESTRANEE  A NOI E INVITIAMO A CONSIDERARLE CON PARTICOLARE CAUTELA  

Questo testo è reso disponibile sotto Licenza Creative Commons – Attribuzione – Non Commerciale – Non Opere Derivate 2.5 Italia – www.nonvotoquesti.wordpress.com

Il lettore è libero di (e incoraggiato a)   riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera a condizione che sia riconosciuta e menzionata la paternità dell’opera, essa non sia usata a fini commerciali, non sia alterata o trasformata o usata per crearne un’altra.

 

 

marzo 20, 2010

NOTA – Cos’è e dov’è.

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 7:03 pm

NOTA =  None Of The Above (Nessuno di questi)

(da Wikipedia)

NOTA (o “contro tutti”) è un’opzione di voto [inserita] per permettere all’elettore di indicare la sua disapprovazione di tutti i candidati in un qualsiasi sistema di voto. Si basa sul principio che ogni consenso legittimo implica la capacità di rifiutarlo, permettendo ai votanti di negare il proprio consenso in un’elezione proprio come possono votare ‘no’ a un referendum.

I sistemi che prevedono il NOTA alle elezioni come procedura standard comprendono la Grecia (λευκό, ovvero ‘bianco’, ma non collegata a un partito politico di nome omofono), lo stato USA del Nevada (Nessuno di questi candidati = None of these candidates), l’Ucraina (“contro tutti”), la Spagna (“voto en blanco”), la Francia (“vote blanc”), la Colombia (“voto en blanco”) [e alcuni movimenti politici]. La Russia prevedeva tale opzione alle elezioni (“contro tutti”) sino a quando non fu abolita nel 2006.

Quando NOTA compare nelle liste elettorali vi è la possibilità teorica che riceva la maggioranza dei voti. In un caso simile può essere invocata una pluralità di procedure formali tra cui il fatto che la carica rimanga vacante, la carica venga ricoperta per nomina, si riformulino le candidature o si ripeta il processo elettorale (in un sistema parlamentare).
[…]
Il partito NOTA in Inghilterra fu registrato come partito politico presso la Commissione Elettorale Inglese il 2 marzo 2009. Il NOTA si propone di schierare propri candidati in ogni circoscrizione parlamentare inglese. Nel caso ricevessero la maggioranza dei voti i candidati NOTA non assumerebbero la carica. Si tratta semplicemente di un metodo per quantificare i voti NOTA. Il partito è registrato come “NOTA” e non come “None Of The Above”, in quanto [la legge elettorale] vieta l’uso dell’espressione “None Of The Above” come nome di partito.

Il partito inglese “No Candidate Deserves My Vote!” (“Nessun candidato merita il mio voto”)
[Questo partito si è registrato il 23 novembre 2000. Il suo scopo consiste] nel far passare in parlamento una legge affinchè venga inserita nella scheda di qualsiasi elezione futura (locale o generale) l’opzione NOTA. In tal modo l’elettorato inglese può esercitare il proprio diritto democratico di votare per affermare che nessuno dei partiti al momento lo rappresenta. Incoraggerà anche la responsabilità democratica di esprimere il voto. Se un candidato vincesse l’elezione, il proposito è che rimanga in carica come parlamentare sino a quando non sia emanata la legge [sull’inserimento dell’opzione NOTA nelle schede]. Solo allora il candidato si dimetterà e il partito sarà sciolto.
Voti illegali secondo le regole Robert [ Robert’s Rules of Order – un testo di norme per presiedere assemblee scritto nel 1876 da Henry M. Martin e arrivato sino ai giorni nostri attraverso varie revisioni – N.d.T.]
Le “Regole Robert”, Nuova Revisione, 10a edizione, pag. 402, descrivono varie forme di voto illegale, voti cioè che non contano per nessun candidato. Le schede bianche sono considerate carta straccia e sono prive di effetto ma “i voti incomprensibili o quelli a favore di candidati non identificabili o di personaggi di fantasia sono considerate come voti illegali. Tutti i voti illegali sono conteggiati e concorrono a determinare il numero complessivo dei voti al fine del calcolo delle maggioranze.” Le Regole Robert richiedono sempre che, per l’elezione, si ottenga la maggioranza e perciò esprimere un voto illegale o a favore di un candidato senza speranze, che sia compreso nelle liste o meno, equivale a votare “No” nei confronti di tutti gli altri candidati. “Il principio è che una opzione non riceva il mandato dal corpo elettorale a meno che non venga approvata da più della metà degli aventi diritto al voto che abbiano prodotto una qualsiasi prova di avere una qualche opinione.”

marzo 19, 2010

Opzioni ?!

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 9:38 am

E’ cambiato molto da allora? Sarebbe delittuoso dire di no. MA la scelta rimane sempre per il SI’. A questo o a quello, ma sempre SI’ rimane. Oppure ci si astiene. Allora si veniva schedati. Oggi non si conta nulla. Oppure si inserisce nella scheda l’opzione che è stata dimenticata. E ci si batte pacificamente perchè quell’opzione sia inserita per rendere più completa la nostra democrazia.

Oggi moltissimi cittadini hanno le loro legittime e democraticamente rispettabilissime ragioni per interpretare le schede elettorali pressapoco così:

Una democrazia davvero compiuta dovrebbe integrare le schede offrendo all’elettore l’opzione del rifiuto del ‘male minore’. Pressapoco così.

marzo 18, 2010

Il capitano Namm

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 5:57 pm

 
 
 
ALLA SCOPERTA DI NEMO (ovvero di NAMM).

Nemo, qualcuno lo ricorderà, oltre a essere il nome del pesciolino protagonista del simpaticissimo film di animazione, era anche il nome del capitano di un sottomarino nel romanzo di Jules Verne “Ventimila leghe sotto i mari”, un libro di  successo presso il pubblico adolescente di un tempo in cui leggere era ancora la fonte di distrazione, divertimento e informazione/formazione principale.
Nemo significa “Nessuno” in latino come ben sa o dovrebbe sapere ogni genio incompreso che si lamenta dell’ingiustizia del fatto che “nemo propheta in patria”. “Nessuno” fu il, diciamo così, nickname, il nome alternativo, assunto da Ulisse dopo aver accecato il gigante monocolo Polifemo che si dilettava a considerare i suoi compagni di avventura alla stregua di selvaggina di cui far fiero e avido pasto.

La situazione democratica odierna del nostro Paese potrebbe essere l’oggetto di un romanzo che neppure tanto estremisticamente si potrebbe intitolare “Ventimila beghe sotto i bari”. Il Polifemo della democrazia, gigante semicieco alla dignità dei concittadini ma ben occhiuto a pasteggiare della loro fiducia, è una partitocrazia e un sistema di relazioni sociali, una Casta politica e affaristica che non è mai sazia di potere, di ricchezze e di privilegi. Una Casta che, in misura maggiore o minore a seconda degli schieramenti (e a seconda dei punti di vista) ha fatto e fa scempio di un bene e di una civiltà comuni conquistati con il sangue, il sudore e le lacrime dei nostri padri.

Serve un Capitano Nemo che ci faccia attraversare questo mare fetido e, sconfiggendo la ‘Piovra Gigante’  ci conduca in acque più limpide. Serve un “Ulisse-Nemo” che accechi, rendendolo impotente, il gigante vorace del Sopruso fatto legge. Qualcuno o qualcosa che consenta ai cittadini di riappropriarsi dei propri diritti democratici, è ormai indispensabile e, in effetti, reclamato da un numero sempre maggiore di elettori (o, meglio, di aventi diritto al voto; molti  preferiscono l’astensione al ‘turarsi il naso’).
Più che  qualcuno, noi proponiamo qui qualcosa, un’idea, molto semplice, attivabile con primi risultati anche immediati e con un obiettivo di pacifica  battaglia civile di medio termine che contribuirebbe a riequilibrare un sistema ormai pericolosissimamente proteso oltre l’orlo del baratro
.
NEMO può essere letto anche come acronimo di “Non E’ Mio Onere” o anche “Non E’ Mio Onore”. Che cosa? Non è, non deve essere, mio onere nè onore, essere costretto a dare potere, con il voto, a una ‘rappresentanza’ politica che sono legittimato a giudicare, volendo essere generosi il “male minore”. Di qui il secondo acronimo del nostro capitano, ovvero della nostra idea guida: “No Al Male Minore”. NAMM.
“Nessuno”, inoltre, è in contrario di tutti. E l’idea, qui, è che nessuno deve essere l’eroe, l’Uomo della Provvidenza per il ripristino di una democrazia civile. E se non deve essere nessuno, significa che dobbiamo esserlo tutti.

Dalla sintesi teorica e metaforica alla pratica, il passo è breve e agevole: leggete e diffondete il materiale che segue, se l’idea vi pare razionale e praticabile.  Commentatelo e contestatelo se avete dei dubbi o se tale materiale, o parte di esso, suscita il vostro sdegno (anche se ci parrebbe che lo sdegno dovrebbe essere riservato a miglior causa).
E’ quasi certo che, parlandoci e ascoltandoci, possiamo trovare più terreno comune tra noi (di qualsiasi fede politica siamo estimatori) di quanto non ve ne sia tra ciascuno di noi e il proprio ‘rappresentante’ nella stanza dei bottoni di un  potere che ha a cuore solo se stesso.

marzo 16, 2010

un voto diverso

Filed under: Uncategorized — nonvotoquesti @ 4:50 pm

Il voto è uno spreco e altrettanto l’astensione?

Le schede bianche e quelle nulle non contano?

C’è  comunque la possibilità di far sentire la propria voce. 

L’ offerta politica è, per molti, così scadente oggi, da indurli all’astensione ovvero a consegnare una scheda bianca o una nulla o a esprimere un “voto di protesta”.

Ma queste opzioni esauriscono davvero le garanzie che il sistema ha il dovere di prevedere a tutela del diritto di voto del cittadino?  Almeno se vuol pretendere di considerare quello del voto anche un dovere dell’elettore?

Noi crediamo che ci sia un’opzione che non viene offerta e che il cittadino avrebbe il diritto di esigere per poter contare anche quando, com’è suo diritto, ritenga individualmente che quella che gli viene offerta è una scelta tra il male e il peggio. In questo caso il cittadino deve avere il diritto legale di opporsi formalmente e pretendere che gli venga presentata un’offerta migliore.

Di questo parleremo in questo blog, valutando le potenzialità pratiche e le tattiche operative immediate così come la strategia e gli obiettivi di medio termine.

Ci rivolgiamo in particolare agli elettori che sin qui hanno praticato l’astensione e si apprestano a confermare tale pratica anche nelle imminenti elezioni. Ci rivolgiamo anche a tutti coloro che sin qui hanno votato ‘turandosi il naso’ e si apprestano a rifarlo. Quando diciamo ‘tutti’ vogliamo dire che non perseguiamo alcun interesse di partito o di schieramento. Quello che proponiamo è (dovrebbe essere) di interesse tanto per chi è orientato a destra, quanto per chi è orientato al centro o a sinistra. Ed è (riteniamo che sia) soprattutto di interesse per una democrazia più compiuta. Anche se è solo un, pur importante, rimedio parziale. Il cammino è lungo e le cose da fare sono molte.  Qualsiasi cammino, si dice, comincia con il primo passo e ogni casa si erige partendo  dal primo mattone.  Proviamo a fare questo, o, i più bravi, anche questo.

 

 

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