Nonvotoquesti's Blog

qualunquisti!

Quella di qualunquismo è una delle accuse più frequenti che ci sono state rivolte quando abbiamo provato a proporre la nostra idea. E’ il caso di chiarire alcuni punti.

Definizione di qualunquismo:

“””””der. di (Uomo) qualunque, titolo del settimanale fondato a Roma il 12 dicembre 1944 dal commediografo Guglielmo Giannini (1891-1959) […]

stor.polit. movimento sorto a Roma nel secondo dopoguerra con lo scopo di difendere i diritti dell’uomo qualunque.

Estens. spreg. atteggiamento di sfiducia e scetticismo nei confronti delle forme tradizionali di organizzazione della vita politica e dello stato, caratterizzato dal rifiuto di qualsiasi presa di posizione ideologica e di ogni impegno civile; atteggiamento di indifferenza nei confronti di qualsiasi scelta ideologica e morale anche in ambiti estranei alla politica. […]

SIN.  assenteismo, indifferentismo.”””””

(dal ‘Grande Dizionario dell’Uso”  di Tullio De Mauro – UTET – 1999)

Crediamo che il termine sia ormai esclusivamente usato (se non dagli specialisti) nella sua accezione spregiativa.

Non crediamo che meriti l’accusa di rifiuto […] di ogni impegno civile e di indifferenza […] morale il nostro proposito di:

–  rettificare un’anomalia grave del nostro (e peraltro anche altrui) sistema elettorale che non può dirsi compiutamente  democratico.  Perchè? Perchè  è vero che il cittadino può scegliere tra diverse candidature ma, se queste non sono adeguate (a  opinabile ma democraticamente legittimo giudizio dell’elettore ) il cittadino  non può rifiutarle.  Ovvero non può rifiutarle  in modo tale che il suo rifiuto conti qualcosa.  Noi riteniamo di poter esigere che il rifiuto conti  ed  i vantaggi per la democrazia che  discendono da ciò sono illustrati  nei vari articoli e pagine del blog.

– Di far votare (o ’s-votare’ o ‘de-votare’ *)  gli astensionisti, coloro che ‘votano’ scheda bianca o nulla. Questo può cambiare o meno gli equilibri ma rende effettivo il diritto di espressione elettorale di tutti i cittadini. E se tutti i cittadini hanno questo diritto, allora quelli che non lo esercitano (se non per cause di forza maggiore) possono giustamente essere definiti qualunquisti (nell’accezione spregiativa) o anche anarchici (con i rispettivi estimatori e detrattori).

– Di far votare (o ’s-votare’ o ‘de-votare’ *) in modo più coerente coloro che sin qui hanno votato o si apprestano a votare, obtorto collo, per il “male minore”.

Se tutti questi cittadini voteranno (o ’s-voteranno’ o ‘de-voteranno’*) giungerà alla classe politica un monito molto forte a rivedere i propri comportamenti.  Se, poi, i politici non volessero  prenderne atto ne prenderebbe atto l’opinione pubblica (se l’informazione non fosse, come è probabile, variamente sottaciuta, etichettata, censurata). Si accenderebero  dibattiti e si attiverebbe un movimento di opinione influente.

Se dalla fase di ’s-voto’ o ‘de-voto’*  non legalmente riconosciuto si riuscirà a passare con successo alla seconda fase ( ovvero alla modifica per legge della scheda elettorale e alla previsione di nuove elezioni in caso di vincita dello ’s-voto’/’de-voto’ *) il babau per i partiti che vorranno insistere a ignorare gli elettori (se non con le lusinghe elettorali) diventerà particolarmente efficace e tutti saranno costretti a rivedere il proprio rapporto con i cittadini.

Quanto all’accusa di sfiducia e scetticismo nei confronti delle forme tradizionali di organizzazione della vita politica e dello stato ci pare che la nostra proposta si inserisca proprio in quelle forme tradizionali cercando di ripristinarne la lettera e lo spirito. Se invece si intendesse sfiducia e scetticismo nei confronti del quadro politico attuale non ci pare di poter prendere tale accusa sul serio. Chi oggi non sia scettico e sfiduciato per come la nostra democrazia è stata ridotta è un ingenuo o un irriducibile ottimista. Di chi sia la colpa, poi, ciascuno la pensi come vuole.

Quanto, infine, all’ indifferenza nei confronti di qualsiasi scelta ideologica il nostro è, piuttosto, un atteggiamento acritico e rispettoso delle scelte altrui. Ciascuno di noi ha fatto le proprie scelte ideologiche ma esse non vengono  trasferite qui. Ci sono questioni che riteniamo esigano urgentemente un atteggiamento bipartisan o, meglio,  multipartisan:  si ripristino e migliorino le regole e poi ciascuno tifi pure per la propria squadra.

———–

* s-voto e de-voto sono nostri neologismi: s-voto echeggia il toscanismo per ‘svuoto’; de-voto vuol richiamare un atteggiamento di devozione nei confronti della nostra democrazia e nella nostra Costituzione (ante miglioramenti interessati). Nella nostra accezione i due verbi hanno il significato di rifiuto di una scheda elettorale ritenuta inaccettabile affinchè venga, appunto, svuotata dei nominativi improponibili e vi vengano, invece, inseriti candidati di qualche dignità. Che la scheda sia inaccettabile e i nominativi improponibili è, ovviamente, giudizio del singolo elettore. Non dovrebbero esservi, tuttavia, dubbi che, in democrazia, il libero convincimento debba essere rispettato e debba trovare modo di esprimersi e di contare.

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